Sono chiari sin dal primo momento gli operatori di Villa Anna, casa di riposo di Campobasso, con le famiglie e gli ospiti della terza età. Non ci sono progetti fantasmagorici né la presunzione di essere perfetti. Ma c’è tanta voglia di vivere questa struttura come una vera famiglia insieme a chi vi risiede: anziani, più o meno autonomi, che hanno bisogno di essere seguiti ed accuditi a dovere.

Si può mettere anche in conto di sbagliare, ma l’importante, come in ogni famiglia, è essere pronti a correggere il tiro e fare sempre meglio. Il messaggio è sulla parete di fronte all’ingresso, scritto con lettere cubitali che concludono con un solo termine: amore.

In effetti nell’impegno quotidiano degli operatori c’è molta passione e, come ci racconta l’assistente sociale Francesca Novelli (che incontriamo in una delle nostre visite a Villa Anna, insieme alla coordinatrice Carmela Fornaro e al proprietario della struttura Diego Marcos) nascono rapporti di amicizia che in genere sfociano in rapporti di vero affetto. “Si sta a contatto tutto il giorno – ci spiega – i nostri nonni hanno tanto da raccontare e da trasmettere, non è possibile non farsi coinvolgere”.

Villa Anna tre responsabili Oltre a tutte le attenzioni quotidiane necessarie (dalla cura della persona, ai pasti e alle cure mediche) ci sono le attività pomeridiane, che vengono svolte da volontari o da operatori. Ce n’è di ogni genere: una di quelle che è maggiormente gradita agli ospiti è il canto, come mostra il video realizzato qualche giorno fa da Francesca, inserito nel laboratorio di musicoterapia. Ogni occasione per tenere attivi corpo, mente, voce e pensiero fanno bene. E aiutano la comunità di Villa Anna a trascorrere giorni felici e mai noiosi. “La partecipazione da parte degli anziani è molto buona – ci dice Francesca – Anche i più timidi si inseriscono nei momenti di intrattenimento e danno il meglio delle loro capacità”.

Ogni anziano ha un bagaglio personale sonoro-musicale: i canti dell’infanzia, il ricordo di eventi sonori per lui significativi, le pratiche sociali con musica o ballo, le serenate, i cantastorie, gli strumenti musicali. Un bagaglio che lo lega inevitabilmente al suo vissuto, ai suoi sentimenti, alla sua culturcantoa. Ecco su che cosa va a lavorare la musicoterapia, che si pone come stimolo per valorizzare tutte le potenzialità residue. Inoltre la musica aiuta il rilassamento muscolare, motiva la motricità e stimola la mobilizzazione attiva, permette di socializzare, facilita la comunicazione e consente l’integrazione del gruppo.

 

 

 

FONTE: colibrì news sociale societa campobasso

 

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